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Ariadna
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Nr: 19
Febbraio- 2006

Il Codice Da Nese
„Braşovul de odinioară”
The City's History on DVD
L’histoire de la ville sur DVD
La storia della città su DVD
Acasă la „Lizuca” şi „Patrocle”
Fairytale Houses
Maisons de rêve
Hiperdia – Cu oameni, pentru oameni
Hiperdia - with the People, for the People
Hiperdia - Avec les gens, pour les gens
Mai mulţi bani pentru drumuri
Better Roads for Brasov
Meilleures voies pour Brasov
Vie migliori per Brasov
Libienii interesaţi de Braşov
Possibles investisseurs libyens
Possibili investitori libici
Servicii turistice de bună calitate
“Export 2006”
Patrimoniul cultural
A Priceless Patrimony
Un patrimonio impagabile
Farsangul ormenişcan
The Bell Ringer chase clouds away
Il campanaro caccia via le nuvole
Festivalul clătitelor la Prejmer
The Pancake Festival
Il Festival delle Fritelle
Elitele Colegiului Naţional „Andrei Şaguna”,
Students with Golden Hearts
Allievi con Cuori d’Oro
Piatra de temelie a aeroportului
Il Progetto l’Aeroporto
Patrimoniul Predealului
Sport and Entertainment in Predeal
Sport ed Ozio in Predeal
Balul portului popular la Rupea
The Popular Costume Ball
La Bal de l’habit populaire
Stejarii seculari
The Secular Oaks
Les Chênes séculaires


Il Codice Da Nese





A volte, il mondo diventa piu piccolo di un villaggio, straconfermando quello che Marshal McLuhan presagiva, con incredibile lungimiranza, cerca il futuro dell’umanita ed il modo in cui la notizia trasmessa sui canali mediatici puo sconvolgere d’un tratto usanze, pregiudizi e certezze. Da tre settimane, il mondo e diventato tale villaggio in preda all’insensataggine, senon addiritura alla demenza.
Le vignette raffigurando il profetta Maometto, pubblicate per la prima volta in un giornale danese, fecero impazzire migliaia di musulmani. Puo darsi che sia solo il divietto di rappresentare in qualunque modo il profetta, anche in maniera positiva, quello che scateno l’ondata di violenza sulle strade del mondo arabo ed occidentale. Ma c’e di piu. Cartelloni giganteschi chiedendo la morte dell’autore del brano che accompagno le vignette, sentenze pronunciate con calma gelido da imam con rostri pietrificati, ambasciate incendiate, pugni alzati sopra la testa, minacce traboccando sulle strade, sugli schermi, sulle pagine dei giornali. La fatwa. La condanna in nome della religione. E improbabile che sia solo l’effetto della fede musulmana offesa dalla profanazione di uno dei commandamenti coranici. Sara tutto questo, ma amplificato mille volte dalle circostanze in cui si svolgono le relazioni tra il mondo occidentale e quello arabo.
Certo, l’esercito degli Stati Uniti e uno dei principali colpevoli per l’oddio che anima i musulmani nei confronti di tutto quello che viene dall’Occidente. Non per le sciagure perpetrate nel campo di battaglia ma per il terrore praticato con sadismo nei carceri. Laddove i priggioneri dovettero pagare per gli attentati dei loro coreligioniari, che disseminarono la piaga nera dell’orrore nel mondo intero. In prigioni come quella di Abu Ghraib delle guardie si divertivano a portare al guinzaglio arabi che volevano far scendere alla condizione di animale. Di maiale proprio, animale impuro e vietato dal Corano. Non c’e bisogno poi che sia vera la nozitia delle pagine del Libro Santo musulmano spezzate e buttate in latrina per far intimidire i presi (persino una pubblicazione come ,,Newsweek”, che svelato l’orendo fatto, dovette mangiarsi le righe ed ammettere din non avere prove sode per dimostrare l’avvenuto). Basta, pero, che uno pensi che sia vero e la fiamma della follia si accende da sola. (Non posso cancellare dalla memoria le immagini dell’abbandono dagli ebrei di alcuni territori della striscia di Gaza, in seguito agli accordi intercorsi con le autorita palestinesi. Il piu prezioso oggetto da proteggere al momento dello sgombero non fu qualche oggetto di preggio, un mobile cui gli ex-proprietari si fossero affezionati. Neanche i bambini. Quello che stavano proteggendo le vittime dello sfratto erano i rotoli sacri della Torah).
Non si puo neanche cercare di far ragionare un musulmano sul divieto di raffigurare il profetta. Almeno non partendo dalla fede ortodossa, che conserva ancora il ricordo dello scisma tra gli inconoclasti e gli iconolatri.
Si potrebbe, forse, suggerirgli che Allah dev’essere una persona di buonumore. Nel paradiso musulmano - alla differenza di quello cristiano, tutto spirito e devozione biancastra – avrebbe luogo, accanto alla settantina di vergini dedicate a divertire il soggetto alzato ai cieli, anche una vignetta forse un po’ mordente, ma innocente come figlia dell’arte.
Meglio sarebbe pero, invece di dare tanti consigli, aspettare la prima della pellicola girata sul romanzo di Dan Brown ,,Il Codice Da Vinci” che verra presentata tra due mesi al Festival di Cannes. Per vedere magari come gestisce il mondo cristiano una profanazione dei sacramenti e un tentativo di riscrivere la storia del cristinesimo. Con i mezzi, a volte mordanti, sebbene innocenti, dell’arte.

Caporedattore
Vifor Rotar






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